------------------------------------------------------------------------------------------
 
About
Omnia Munda Mundis: tutto è pulito per le persone pulite. E' incredibile come l'uomo non riesca a capire che uccidendo le bellezze della natura muore anche l'animo umano.

Tocque Ville, la città dei liberi

Archivio
oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
giugno 2003
maggio 2003
aprile 2003

Counter
visitato da *loading* ribelli

 

lunedì, novembre 02, 2009

Ci odiano ? e noi piantiamo un albero, la nostra forza di sempre

Informazione Corretta - 25/10/2009

Golda Meir disse "noi israeliani ce l'abbiamo con Mosè: ci ha fatto camminare quarant'anni nel deserto per portarci nell'unico posto del Medio Oriente dove non c'è petrolio."
In effetti quel Mose' , scappando dall'Egitto, poteva portarci verso le distese petrolifere invece di farci arrivare nella Terra del latte e del Miele che non aveva ne' latte ne' miele ma tanta sabbia e nessuna altra ricchezza che l'amore degli ebrei per essa.
Questo amore ha dimostrato di essere eterno, di superare difficolta' immani, persecuzioni, esilio, genocidi,per gridare , alla fine di ogni dolorosa esperienza "L'anno prossimo a Gerusalemme". Quando un paio di secoli fa incomincio' l'epica avventura del ritorno alla Terra siamo diventati palestinesi e abbiamo dovuto lavorare una terra dura e incolta stando attenti a siriani e iracheni che volevano vederci morti.
Golda Meir diceva ancora "Io sono palestinese ma non amo questo nome. Palestina e' il nome che i Romani hanno dato a Erez Israel col proposito di cancellare gli ebrei. Perche' dovremmo usare un nome che puo' solo umiliarci e ricordarci il furto della nostra Terra? "
Purtroppo il furto della terra non fu solo una particolarita' dei romani, anche gli inglesi non hanno mai scherzato e nel 1921 il 78% di quello che la Lega delle Nazioni designo' quale "Casa Nazionale del Popolo Ebraico" fu donato dagli stessi perfidi britannici a Abdullah, figlio di Sharif Hussein ibn Ali, autoproclamatosi emiro hashemita della Mecca.
Nel 1948 gli ebrei divennero israeliani e dovettero fare la guerra contro siriani, iracheni, giordani, sudanesi, vinsero le guerre e nel 1967 gli arabi locali si fecero chiamare palestinesi, nome che non sapevano nemmeno pronunciare e che storpiarono subito in filastin dando in pasto al mondo la menzogna piu' grande dal Medioevo in poi. Il mondo si abbevero' a questa menzogna e si nutri dell'odio piu' grande della storia del mondo, dalle origini ai nostri giorni.
L'odio per gli ebrei, l'odio per Israele, un odio cosi' immenso che toglie la ragione a chi lo prova e che noi, ogni giorno, tocchiamo con mano. Ognuno ci odia a modo suo, chi diffamandoci, chi boicottandoci, chi insultandoci, chi negandoci il diritto di vivere e di difenderci e noi mettiamo tutto sulle spalle. Pesa, Dio se pesa, ma saper sopportare continuando a vivere sempre meglio e' la nostra forza di sempre. Se non l'avessimo avuta saremmo scomparsi duemila anni fa invece siamo qua abbiamo costruito un bel paese da zero .
Ci odiano? e noi piantiamo un albero. Ci diffamano? e noi piantiamo un bosco. Ci boicottano? e noi costruiamo una centrale solare nel deserto. Dovrebbero ammirarci e rispettarci, dovrebbero rendersi conto del lavoro titanico fatto dagli israeliani, in condizioni di vita al limite dell'umano, per trasformare una terra di sabbia, paludi e malaria, nel paradiso dell'Eden quale e' oggi.
Vado spesso nel Neghev e , passata Beer Sheva, entrati nel Far West di Israele, regno dei beduini e dei loro cammelli, ci si rende conto dell'immensa fatica fatta per trasformare tutti quei sassi, quella sabbia del deserto, pur nel rispetto della natura del luogo, in giardini, in coltivazioni di uva pregiata, in villaggi studenteschi dove scienziati si dedicano alla ricerca piu' estrema e vivono la' colle loro famiglie in un tipo di societa' pastorale molto vicina alla vita del kibbuz. La', in uno di quei posti magici, si possono fare alcuni passi nel silenzio e si arriva in una terrazza naturale che si affaccia sul deserto di Giuda, in questa terrazza di terra e sassi bianchi, due alberi fanno ombra a due tombe di marmo rosa :David Ben Gurion e Paula Ben Gurion.
Il Padre di Israele e sua moglie riposano davanti alla meraviglia di quel deserto circondati da famiglie di stambecchi superprotetti che nessuno deve spaventare. Gli stambecchi sono i padroni del territorio insieme a quelle due tombe sotto gli alberi che sembrano dire ai visitatori " Mose' ci ha portati qua, non c'e' petrolio, non c'e' ricchezza. C'e' amore per la propria Terra e qui i nostri figli cresceranno, per sempre."
Di fronte a simili spettacoli, alla luce di tanta forza, una forza che qui si respira a pieni polmoni, un amore che ti chiude la gola, cosa puo' farci qualche misero uomo che odia Israele e nega la Shoa'? Niente se non pena e schifo.

Deborah Fait
http://deborahfait.ilcannocchiale.it/

postato da Clio | 16:51
commenti (4)

 
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.