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Omnia Munda Mundis: tutto è pulito per le persone pulite. E' incredibile come l'uomo non riesca a capire che uccidendo le bellezze della natura muore anche l'animo umano.

Tocque Ville, la città dei liberi

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sabato, luglio 31, 2004
"A caccia professore, ci sono le volpi, i cani e i sabotatori. Lei a che gruppo appartiene?"
"Sono contrario alla caccia alla volpe."
"Davvero? Anche le volpi."
da  L'indiziato  di Michael Robotham



postato da Clio | 11:50
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venerdì, luglio 30, 2004

"Dopo la mamma di Samuele difenderò anche Saddam Hussein. Mi ha telefonato la sorella dalla Germania per chiedermi di far parte del collegio difensore, ho sempre pensato che anche il peggiore degli imputati abbia diritto di essere trattato con dignità, perciò ho deciso di accettare la sfida". Carlo Taormina

Inneggiano a Liboni: denunciati quattro giovani
(ANSA) - ROMA, 30 LUG - 'Liboni uccidili tutti'. E' la scritta che quattro giovani, bloccati e denunciati dalla polizia, hanno scritto sulle Mure Aureliane a Roma. I quattro hanno 23, 19,18 e 16 anni. E' stato un passante a chiamare la scorsa notte il 113 e a segnalare che alcune persone stavano utilizzando vernice bianca nel quartiere San Lorenzo. Il piu' 'anziano' del gruppo, il 23enne, ha precedenti per danneggiamento e oltraggio e fu identificato durante le manifestazioni del G8 a Genova. www.ansa.it

Della serie... no comment!





postato da Clio | 10:25
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giovedì, luglio 29, 2004
Dunadan... lei dopo essere apparso dal nulla è improvvisamente sparito. Tutto bene? La saluto cordialmente.

postato da Clio | 09:26
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martedì, luglio 27, 2004

Il mio collega Ascella è rientrato dalle ferie. Oggi ci ha detto di essere stato anche a Roma. Ha detto che è una bella città e che ha visitato la cupola e ha visto i rinfreschi.

 

 

 

 

 

 

 

Sezione centrale sinistra del soffitto, dopo il restauro della Cappella Sistina

Un semplice gesto: www.abolizionecaccia.it

postato da Clio | 11:44
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lunedì, luglio 26, 2004

India: uomini armati decapitano un padre e due bambini
(ANSA) - SRINAGAR (INDIA), 26 LUG - Un uomo e i suoi due bambini sono stati decapitati, forse da ribelli indipendentisti musulmani, nel Kashmir indiano. I militanti armati sono entrati in casa di Mohammed Shafi, decapitando lui, il figlio e la figlia. Il massacro non e' stato ancora rivendicato, ma, dice la polizia, ha creato panico nella zona. La guerriglia separatista musulmana in corso da una quindicina d'anni ha ufficialmente provocato piu' di 40.000 morti in Kashmir.
2004-07-26 - 09:14:00 www.ansa.it



postato da Clio | 11:28
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sabato, luglio 24, 2004

Il Pazzo si è rivelato un alleato coraggioso e intelligente. Quattro anni più tardi ho saputo della sua morte. Nel villaggio di duecento anime in cui viveva si sono radunate oltre seicento persone per assistere alla sua sepoltura, di cui per i due terzi arrestate della polizia. Poi, in centoquarantatrè hanno passato più di due mesi in carcere. Lo so, sembrano cifre esagerate, eppure è così che funzionano le dittature. E' bene ricordarselo, di tanto in tanto.
da "Ho dovuto uccidere" di Nima Zamar


postato da Clio | 21:57
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venerdì, luglio 23, 2004

Scoperti 17 distributori di benzina abusivi
(ANSA)-PALERMO, 23 LUG- La Guardia di finanza ha scoperto 17 distributori di benzina abusivi tra Palermo, Bagheria e Termini Imerese. Nell'ambito dell'operazione, denominata Clean Oil, le Fiamme gialle hanno sequestrato circa 37 mila litri di gasolio, 8.700 litri di olio lubrificante, 15 cisterne, 13 elettropompe, 10 contatori volumetrici. Sono state denunciate all'autorita' giudiziaria 17 persone mentre per altre due e' scattata l'accusa di contrabbando di oli lubrificanti.
2004-07-23 - 09:41:00
www.ansa.it

Si sa, in Italia ci sono un sacco di piccoli imprenditori... sono quelli che mandano avanti il paese!!! Clio Docet



postato da Clio | 12:05
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giovedì, luglio 22, 2004

Ue: Gruber a Barroso due domande, media e Iraq
Primo intervento al Parlamento europeo
(ANSA) - STRASBURGO, 22 LUG - Lilli Gruber, nel suo primo intervento al Parlamento europeo, ha posto 2 domande al presidente designato della Commissione Ue Barroso.Gruber ha chiesto a Barroso se condivida i contenuti della risoluzione sull'informazione approvata dal parlamento europeo (che ha sollecitato la Commissione ad adottare una direttiva in materia) ed 'entro quali termini intenda rispondere'. Sull'Iraq, Gruber ha chiesto 'quali iniziative intenda assumere per giungere ad un comune orientamento europeo'. /writer 22/07/2004 11:40
www.ansa.it

Peccato non essere stata presente... Chissà se aveva le luci a favore e se mostrava il profilo giusto!



postato da Clio | 12:10
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martedì, luglio 20, 2004

No scusi, non ho capito me lo ripete ancora? Cioè io sono colpevole, riesco a far slittare per due anni una sentenza o un processo... si insomma poi, grazie, al rito abbreviato anche se risulto colpevole e mi danno 30 anni io ne sconto solo 10. Si puo' fare!!! Ah però poi il mio avvocato, solo dopo che avrò firmato svelerà il nome del vero colpevole. Come nei film. Colpo di scena!!! Ma uno che per due anni sa il nome del vero colpevole e non lo rivela non è complice dell'assassino? Mah... che strana materia è la legge.

Intanto sono passati due anni, lei si è rifatta una vita, si è fatta anche un altro figlio. L'altro nella bara, dimenticato da tutti... non da tutti anche se è quello che sperano.

Avevo in mente un altro post ma Nomanland mi ha preceduta. Così ho dato voce al mio istinto e ho scritto di un bimbo che non c'è più.

postato da Clio | 09:24
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sabato, luglio 17, 2004

Le donne sono come mele su un albero: le migliori sono in cima.
La maggior parte degli uomini non vuole raggiungere le migliori perchè ha paura di cadere e di farsi male. Così preferiscono quelle marce che stanno in terra, non sono così buone ma facili da raggiungere...
Così le mele in cima pensano che ci sia qualcosa in loro che non va, quando in realtà loro sono semplicemente meravigliose.
Devono solo aspettare che quello giusto arrivi... quello così coraggioso da arrampicarsi fino in cima.

Copiato da una rivista tanto tempo fa. Non mi ricordo quale, mi scuso con l'eventuale autore/autrice di queste parole.




postato da Clio | 12:03
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giovedì, luglio 15, 2004

da Random Bits:
Anche quest'anno i Democratici di Sinistra di Firenze invitano al consumo critico decine di migliaia di persone. Lo fanno dal 15 luglio al 7 agosto alla Fortezza da Basso negli spazi da loro gestiti nel corso della Festa de l'Unita'. ''Un grande evento come quello della Festa vede il partito svolgere contemporaneamente il ruolo di grande consumatore e di gestore di spazi e di prodotti che un vasto pubblico consuma
...
abbiamo scelto di portare avanti iniziative di consumo critico e boicottaggio di alcuni prodotti''. I visitatori della Festa de L'Unita' 2004 non troveranno prodotti Nestle', Philip Morris, Coca Cola e Pepsi, ''marchi simbolo dello sfruttamento dei lavoratori, delle risorse e delle popolazioni del sud del mondo, responsabili di un impatto ambientale ormai insostenibile'', afferma una nota dei Ds fiorentini. Come alternativa all'omologa bibita americana arriva la Mecca Cola...

questi cazzo di comunisti, mica lo sanno che sono prodotti in Italia...
la Coca Cola, viene imbottigliata all'Osmannoro e ci sono impiegati un centinaio di lavoratori fiorentini.
Di Mecca Cola si disseteranno in pochi, ma io, non augurandomelo, vorrei che fosse i' contrario... poi, col cazzo, c'hanno a chiamare come sindacato, con bandiere e striscioni, perché la SIB, produttrice della Coca Cola a Firenze, licenzia que' lavoratori pe' i' calo di vendite, vittime dell'imperialismo americano.
DA
AZULEJO.

il tutto trovato nell'ottimo blog: www.leguerrecivili.splinder.it







postato da Clio | 16:35
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mercoledì, luglio 14, 2004
No, scusi guardi vorrei proprio scendere... mi fermerei un attimo... si si accosti pure lì, mi siederò sotto quell'albero, all'ombra. Voi andate pure, proseguite pure io no, proprio non me la sento. Non così. Non in questo modo. Andate troppo veloci e nella direzione sbagliata. Sbagliata per me.
Se fossi animale della giungla, dove c'è una selezione naturale, io sarei già stata soppressa da tempo. Forse è per questo che se c'è un insettino che si dibatte con le ali per uscire io pian pianino gli indico la strada apro la finestra e lo lascio libero. Non voglio veder soffrire, nemmeno una mosca. Fa troppo male.

postato da Clio | 09:44
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martedì, luglio 13, 2004
Purtroppo la cronaca è fonte inesauribile di post. Non me la sento proprio di scrivere e postare ancora di queste cose, non ne posso più... non oggi. Forse domani.
Come si fa a rilassarsi???

postato da Clio | 09:56
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domenica, luglio 11, 2004

Caro George Clooney,
ho letto sull'ANSA che hai comprato due ville ottocentesche che confinano con la tua modesta dimora Villa Oleandra sul lago di Como. Ebbene vorrei porti un piccolo quesito: ma cavolo hai mai visto il lago di Garda, dalla parte veronese??? Hemmm hemmm.... non vorrei dire ma.... si insomma. Ecchecccavolo

 

 

 

 

 

 

 

 


postato da Clio | 11:12
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sabato, luglio 10, 2004
Qualcuno deve perdere.  Achille  (tratto dal film Troy)

postato da Clio | 18:16
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venerdì, luglio 09, 2004

A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialzerà e continuerà per la sua strada. Churchill

Non posso non aggiornare il post con questa bella notizia sempre trovata sull'ANSA:

SI' DEFINITIVO DEL SENATO: CARCERE PER CHI ABBANDONA I CANI
ROMA - Giro di vite sull'abbandono degli animali domestici da parte di padroni insensibili. Con la nuova legge approvata in via definitiva dal Senato, chiunque abbandonera' il proprio cane sul ciglio della strada prima di partire per le vacanze, rischiera' di finire in carcere.
L'abbandono di animali diventa infatti un vero e proprio reato per il quale si prevede anche l'arresto. La legge punisce tutti i casi di morte di animali per crudelta' o senza necessita' ma anche le torture e la sottomissione degli animali a lavori intollerabili. Fuorilegge le sevizie, i combattimenti e le competizioni non autorizzate tra animali.




postato da Clio | 09:43
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mercoledì, luglio 07, 2004

Il copia/incolla è molto utile. Uno degli optional del computer. Mi ritrovo spesso ad usare questa formula per lavoro, soprattutto sotto bilancio. E' utile, veloce... Fa risparmiare tempo, fatica. E' comprensibile usare un accessorio che permette di risparmiare tempo. Ma vale solo per il lavoro. Con le persone il tempo bisogna investirlo, e bene.
Ebbene si, anche il copia/incolla ha un ma. Una falla. Un difetto. Non si può usare con le persone... le persone se ne accorgono. Mica sono programmate da un uomo.


postato da Clio | 21:31
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mercoledì, luglio 07, 2004

A chi è interessato ad approfondire quanto ci viene "elargito" dai media, e soffermarsi anche sull'altra famosa "campana" segnalo una foto e un post decisamente illuminante. Al giorno 5 luglio su www.giannidemartino.splinder.com
Lo so che è più facile accontentarsi e abbeversarsi a quello che la tv e i giornali ci propinano, ma ogni tanto cerchiamo di approfondire e non dare sempre ragione ai "soliti" cattivi.


postato da Clio | 12:29
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martedì, luglio 06, 2004
Sto guardando lo stagista. Sta fissando il monitor con il mento appoggiato sulle mani, gomiti sul tavolo... sguardo perso oltre il vuoto del vuoto monitor... si starà sicuramente domandando: "ma io che ci faccio qui?" e poi sicuramente si starà chiedendo: "vado a scuola, studio, mi diplomo forse farò l'università per finire in ufficio così? Il fine di tutto è questo?". Se lo sta domandando lui o me lo sto domandando io. E' tutto qui!?

postato da Clio | 15:43
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sabato, luglio 03, 2004

“Abbiamo bisogno di tutti per combattere i sionisti e cacciarli dalla Palestina”, continua il padrone di casa. “Li distruggeremo dal primo all’ultimo, perché noi siamo pronti a morire, mentre loro non vorranno più morire per questa terra. Quando tutte le famiglie israeliane avranno perso dei figli in un attentato o nell’esercito, si demoralizzeranno e se ne andranno, è inevitabile!”

Non ho più voglia di ridere. Divento seria. La situazione non ha niente né della commedia né del semplice malinteso. Si tratta di un odio viscerale capace di indurre questa gente a fare qualsiasi cosa. Mi rendo conto che le vacanze per me sono finite, che una parte della mia giovinezza spensierata se n’è andata per sempre. Lentamente, inizio a formulare domande più complete, cercando di localizzare chi, tra il pubblico, potrebbe darsi al terrorismo. La formazione che ho ricevuto trova il suo naturale campo di applicazione.

Il giorno dopo mi portano vicino agli sbarramenti israeliani, all’uscita del campo. I figli della famiglia raggiungono i bambini e i ragazzini che infastidiscono i soldati, lanciando pietre o bruciando pneumatici per bloccare le strade.  Osservo i loro movimenti a distanza, con il resto dei “manifestanti” che aspettano il loro turno per entrare in scena.

A un certo punto la mia guida guarda l’orologio e si scusa: “fra poco arrivano i giornalisti. Ti lascio, devo farli mettere in posizione”.

- “In che senso?”

- “Li abbiamo avvertiti, ci fanno un servizio. Sai, in mancanza di carri armati usiamo il quarto potere. Gli diamo quello che vogliono e in compenso otteniamo la riconoscenza del mondo intero. Ma dobbiamo posizionarli in modo che possano scattare delle belle foto senza correre rischi. Altrimenti chissà dove si metterebbero. Tu resta qui, hai una buona visuale. Torno fra mezz’ora”.

Accanto a me un ragazzo saltella tutto eccitato, alzando le braccia al cielo. Anzi, dovrei dire il braccio, perché dell’altro è rimasto solo un moncherino. Lo interrogo: “come ti sei ferito?”.

- “Lanciando esplosivi contro i soldati”, risponde con fierezza. “Me ne è scoppiato uno in mano”.

Uno scempio inutile, di fronte al quale posso solo protestare: “altro che pietre! Che cavolo ci facevi con degli esplosivi?”

Lui mi guarda, stupito: “partecipavo alla lotta… e per di più mi hanno pagato”.

Questa non la sapevo. “Ti hanno pagato? E quanto?”.

“Cinque nis (circa un euro). Le pietre non le pagano. E’ meglio con gli esplosivi”.

“E avere due braccia intere è ancora meglio!”.

Scuote la testa: “chi se ne frega? Continuerò a lottare fino alla morte. Se Allah lo vorrà, diventerò anch’io un martire. Guarda, ecco i giornalisti. Io vado!”.

Cerco di trattenerlo. “Cosa? con quel braccio?”

“Certo. Gli ho detto che è stata una bomba israeliana. Vieni, te li presento, li conosco tutti. Potrai parlarci anche tu”.

“No”, faccio io, scuotendo la testa. “Non mi va di essere ripresa”.

“Come preferisci”, risponde, indifferente, prima di allontanarsi di corsa,  senza più badare a me. Per strada si arrotola la manica della camicia per scoprire il braccio mutilato. Si precipita in prima fila, raccoglie una pietra e la lancia. I flash crepitano.

Davanti a loro i soldati sanno che una volta cominciato lo spettacolo è meglio mantenere la calma. Interverranno solo se la situazione precipita, scoraggiando i “manifestanti” nel modo più efficace e più rapido possibile. Per il momento non è necessario, quindi aspettano, rispondendo con parsimonia per evitare che il fronte guadagni terreno. Non vogliono stare al gioco dei reporter, sempre in cerca delle stesse scene stereotipate.

“Ma cosa fanno?” borbotta uno dei sobillatori che osserva la sommossa, vicino a me. “Così ci addormentiamo e i giornalisti se ne andranno”.

Lancia un’occhiata in giro e scova un ragazzino che aspetta, sfaccendato.

“Ehi tu!” lo apostrofa. “Cosa diavolo fai lì impalato? Vai a movimentare un po’ la scena. Avanti, datti una mossa!”

Il giovane non se lo fa ripetere due volte. Si avvolge la kefiah intorno alla testa, prende una bomba molotov e la tira contro i soldati.

Stavolta la soglia di tolleranza è superata. La risposta israeliana è immediata. I bambini si mettono al riparo. Un’ambulanza palestinese arriva a sirene spiegate. Alcuni adulti si precipitano a soccorrere un bambino caduto. Fanno ampi gesti ai soldati per dire di non sparare, che stanno recuperando un ferito. Nel frattempo altri estraggono le armi di cui era piena l’ambulanza, sistemandovi poi il bambino. Non è ferito, ma le immagini non lo dicono. I ragazzi più grandi prendono il posto dei bambini e aprono il fuoco. Inizia un combattimento serio.

Il supervisore continua a dirigere la scena, si rivolge ai giovani che lo circondano, impazienti di entrare in azione, e li manda uno per volta a sistemare le posizioni dei giornalisti o a svolgere compiti “che creino atmosfera”.

“Dov’è Samir? Aspettiamo con i pneumatici, il fumo impedirebbe le riprese.”

Gli spari si intensificano. I giornalisti corrono al riparo.

“Sparano troppo”, si lamenta di nuovo il regista. “Così i giornalisti non possono più filmare. Chiedigli di sparare un po’ meno”, dice a un altro dei galoppini, che parte subito a riferire l’ordine.

I colpi diminuiscono, gli israeliani continuano ad avanzare con l’intenzione di sgomberare definitivamente le strade. I bambini trascinano i pneumatici in mezzo alla carreggiata e poi scappano. Gli altri, coperti da bombe molotov, appiccano gli incendi. L’avanzata dei soldati viene bloccata. Ricomincia la guerra delle pietre e i giornalisti si rimettono a filmare.

“Così è perfetto” commenta il sobillatore palestinese con aria compiaciuta.

Vedendo che i giornalisti iniziano a ripiegare, fa segno alle sue truppe di imitarli. Gli israeliani inviano le autocisterne per spegnere gli incendi.

“Basta così, ce ne andiamo”, mi spiega. “Hanno avuto quel che volevano. Oggi pomeriggio abbiamo fatto proprio un ottimo lavoro”, aggiunge con un sorriso soddisfatto.

Tratto da “Ho dovuto uccidere” di Nima Zamar.

postato da Clio | 15:17
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venerdì, luglio 02, 2004

Ho letto un'ottima intervista fatta a Clemente J. Mimum. Trascrivo le due domande con relative risposte che mi hanno particolarmente incuriosito. Il tutto tratto dal settimanale Panorama.

Domanda. Basta pensare al caso Gruber: quanti articoli sui giornali...
Risposta. Non ho mai avuto alcun contrasto con lei, nessuna discussione: è sempre stata sostenuta dal Tg1, ci ha raccontato per decenni che la politica doveva stare lontana dalla Rai e i giornalisti pure. Trattava con la Rai per un avanzamento di carriera e, contemporaneamente, con la Sky. Ora è eurodeputata. Non è da lei che accetto lezioni, adesso è un problema di chi l'ha candidata.

Dopo aver toccato l'argomento carta stampata e "L'Unità" e "La Repubblica". Afferma:
Sarebbe interessante parlare di un giornale che passa da Antonio Gramsci a Furio Colombo. Il primo è nella storia, ha conosciuto e patito le galere fasciste, l'altro è molto noto nei quartieri alti di Manhattan e nei salotti buoni di Roma. Un vero "comunista".



postato da Clio | 14:01
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giovedì, luglio 01, 2004

Ho sentito una frase che mi ha colpito e come sempre... carta e penna a portata di mano me la sono segnata. E' tratta da una serie di telefilm che apprezzo molto. La frase è la seguente:

"Se penso a quello che non ho mi arrabbio. Se penso a quello che ho mi spavento" Billy Thomas da "Ally Mcbeal"

Comunicazione di servizio: dal 30 settembre 2004 per leggere i blog di Splinder bisognerà cambiare l'estensione it con com. Esempio: www.endor.splinder.com



postato da Clio | 13:02
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